Non mi rado da più di 2 settimane, non è da me. E fuori, il peso della nebbia piega i rami nudi degli alberi dei giardini del grigio gallognolo quartiere dove vivo ora. L’umidità veneta lascia lo spazio solo ad uno dei vicino di casa che sento parlare al telefono, non riesco a capire dove sia.

Ed è proprio così che riapro il blog qui (l’altro rimane sempre attivo, don’t worry), forse perché sono in uno stato confusionale provocato da un paio di bastoncini di incenso Namastè e da un blando sonnifero naturale che ho bevuto qualche quarto d’ora fa. Sono pericolosi questi cocktail, dovrebbero dirlo al TG.

Cos’è cambiato in due anni? Che ho più capelli bianchi, più barba e meno sonno. Per il resto tutto uguale a prima, sempre in direzione contraria.